Molto prima delle tecnologie di estrazione, degli studi clinici e delle bevande funzionali, i funghi venivano già utilizzati per sostenere la salute, la vitalità e la resilienza. Ciò che è cambiato non è la loro importanza, ma la lente attraverso cui vengono compresi. Oggi, l’antica pratica viene reinterpretata attraverso la scienza moderna e il risultato è una delle categorie di ingredienti funzionali in più rapida crescita a livello mondiale.
La Cina rappresenta uno dei rari casi nella storia dell’umanità in cui le conoscenze mediche non sono mai andate completamente perdute. Già nel 3000 a.C., funghi come il Reishi e lo Shiitake erano apprezzati per le loro proprietà salutari, in particolare in relazione all’immunità, alla longevità e all’equilibrio. Questi usi non erano aneddotici, ma sono stati gradualmente codificati e perfezionati.
Nel I secolo a.C., lo Shen Nong Ben Cao Jing elencava formalmente i funghi all’interno di una farmacopea strutturata, distinguendo tra sostanze toniche e terapeutiche. Nel corso delle dinastie successive, dagli Han ai Qing, questa conoscenza è stata continuamente trasmessa, ampliata e sistematizzata. I metodi di coltivazione migliorarono, i protocolli di utilizzo divennero più precisi e i funghi vennero inseriti nelle pratiche sanitarie quotidiane anziché essere riservati a interventi rari. È importante notare che questa continuità ha creato una fiducia culturale che ancora oggi plasma il comportamento dei consumatori in Asia.
Il rapporto dell’Europa con i funghi ha seguito una traiettoria molto diversa. Invece di essere integrati nei sistemi medici, i funghi sono stati storicamente associati al pericolo e alla superstizione. Durante il Medioevo, i funghi sono diventati simbolo della stregoneria e dell’ignoto, rafforzando la paura piuttosto che la curiosità. Di conseguenza, l’uso medicinale è rimasto marginale e scarsamente documentato.
L’impegno scientifico nei confronti dei funghi è iniziato in modo significativo solo nel Rinascimento, quando la classificazione e la tassonomia sono emerse grazie a figure come Linneo e Fries. Anche allora, i funghi venivano affrontati come oggetti di categorizzazione, non di salute. L’Europa saltò di fatto secoli di uso medicinale applicato, una lacuna che sarebbe stata colmata solo molto più tardi grazie alle scoperte farmaceutiche piuttosto che all’alimentazione.
La percezione occidentale dei funghi è cambiata radicalmente nel XX secolo. La scoperta della penicillina nel 1928 ha segnato un momento cruciale, dimostrando che i funghi potevano produrre composti con un profondo impatto medico. Questa scoperta ha trasformato i funghi da organismi pericolosi a potenti fabbriche biologiche.
Nei decenni successivi, altri composti derivati dai funghi sono entrati nella medicina tradizionale, tra cui la ciclosporina per la modulazione immunitaria e le statine per la salute cardiovascolare. Allo stesso tempo, la ricerca in Asia convalidava l’uso tradizionale dei funghi attraverso quadri clinici moderni, in particolare per quanto riguarda i polisaccaridi e la risposta immunitaria. Questo periodo ha segnato la convergenza di due mondi precedentemente separati: la tradizione empirica e la scienza di laboratorio.
Verso la fine del 20° secolo, i funghi funzionali hanno iniziato ad andare oltre i contesti strettamente clinici e a trovare applicazioni più ampie per la salute. La ricerca si è estesa alla risposta all’immunità e allo stress e alla salute metabolica. I funghi non erano più visti come agenti monofunzionali, ma come ingredienti multifunzionali in grado di supportare più sistemi fisiologici contemporaneamente.
Questo cambiamento ha coinciso con il mutamento dell’atteggiamento dei consumatori nei confronti della salute. L’alimentazione preventiva, le soluzioni naturali e il benessere olistico hanno preso piede, creando un terreno fertile per il rientro dei funghi nei mercati occidentali.
Oggi gli estratti di funghi sono al centro dell’economia degli ingredienti funzionali. Il mercato globale è stato valutato a circa 31,7 miliardi di dollari nel 2023 e si prevede che supererà i 65 miliardi di dollari entro il 2030, con una crescita annuale di oltre l’11%. L’Asia-Pacifico continua a dominare, riflettendo secoli di familiarità culturale, mentre gli Stati Uniti sono emersi come il mercato in più rapida crescita a livello globale.
Le applicazioni per alimenti e bevande rappresentano attualmente la quota maggiore del fatturato, a indicare che i consumatori preferiscono sempre più i funghi in formati familiari e quotidiani. Lo Shiitake rimane il maggior contributore in termini di volume, mentre il Reishi dovrebbe registrare la crescita maggiore, in particolare per quanto riguarda il posizionamento a sostegno dell’immunità e dello stress.
L’Europa e gli Stati Uniti stanno guidando la prossima fase di crescita della categoria. In Europa, la domanda sta accelerando in Germania, Regno Unito, Francia e Belgio, sostenuta dalle aspettative di clean label e dalla crescente accettazione degli ingredienti tradizionali supportati dalla scienza. Negli Stati Uniti, il mercato si sta espandendo rapidamente grazie all’innovazione, in particolare per quanto riguarda gli estratti e i prodotti formulati per l’immunità, la cognizione, lo stress e l’energia non stimolante.
Per i marchi e i formulatori, l’opportunità è andata oltre la consapevolezza: il successo ora dipende dalla standardizzazione, dall’efficacia e dall’esecuzione.
Recenti dati sui consumatori statunitensi confermano che i funghi funzionali stanno passando dalla nicchia alla normalità. Ad aprile 2024, il 37% dei consumatori dichiara di consumare prodotti alimentari e bevande a base di funghi, mentre il 27% afferma di utilizzare integratori alimentari a base di funghi. Questo dimostra che i formati di uso quotidiano sono ora il punto di ingresso principale nella categoria, con l’integrazione che segue una volta che la familiarità e la fiducia sono state stabilite.
Il segnale generazionale è ancora più forte. I consumatori della generazione Z hanno un indice superiore di oltre 10 punti percentuali, il che indica che i funghi funzionali non sono visti come una sperimentazione, ma come una parte naturale della moderna routine di benessere. Per i marchi e i formulatori, questo rafforza un chiaro percorso di crescita: applicazioni accessibili per alimenti e bevande supportate da un approvvigionamento trasparente, una qualità costante e un posizionamento funzionale credibile, con un forte potenziale a lungo termine man mano che i consumatori più giovani maturano e diventano consumatori di integratori di valore superiore.
I funghi funzionali non sono più solo ingredienti, ma piattaforme. Il loro valore non risiede solo nei singoli composti bioattivi, ma anche nella loro storia stratificata, nelle migliaia di anni di utilizzo, nella crescente validazione scientifica e nella forte risonanza dei consumatori in tutte le regioni.
Il successo dei marchi e dei formulatori in questa categoria dipenderà da qualcosa di più dell’accesso alle materie prime. La standardizzazione, l’esperienza nell’estrazione, la chiarezza normativa e il posizionamento basato sull’evidenza definiranno la prossima fase di crescita. Dopo millenni di uso tradizionale, i funghi funzionali stanno entrando nella loro era più commerciale.
Fonti
-NutritionBusiness Journal
-InnovaMarket Insights
